L’occhio di Leonardo è su un francobollo

“L’occhio, dal quale la bellezza dell’universo è specchiata dai contemplanti, e di tanta eccellenza, che chi consente alla sua perdita si priva della rappresentazione di tutte le opere della natura, per la veduta delle quali l’anima sta contenta nelle umani carceri, mediante gli occhi, per i quali essa anima si rappresenta tutte le varie cose di natura. Ma chi li perde lascia essa anima in una oscura prigione, dove si perde ogni speranza di vedere il sole, luce di tutto il mondo.” (cit. – Leonardo Da Vinci).

‘L’occhio’ è un disegno di proprietà della Biblioteca Nazionale di Torino, ed è il risultato dello studio accurato e meticoloso di un genio e di uno scienziato.

Gli studi di Leonardo Da Vinci non furono legati solo al disegno e alle caratteristiche dell’occhio, ma all’ottica in generale: studi sulla visione monoculare e quella binoculare, sulla rifrazione e riflessione luminosa, del prospettografo e della camera oscura, fino a lenti da occhiali e d’ingrandimento.

Egli diceva che: “L’occhio, che si dice finestra dell’anima, è la principale via donde il comune senso può più copiosamente e magnificamente considerare le infinite opere della natura” (cit.)

E sicuramente, Leonardo con i suoi occhi ha avuto modo di considerare e approfondire molte delle infinite opere naturali, oltre che le proprie opere artistiche e scientifiche.

L’occhio di Leonardo Da Vinci è ora anche su un francobollo commemorativo per i 500 anni dalla morte (1452-1519), insieme ad altre tre sue opere: ‘L’occhio’, ‘Adorazione dei magi’, ‘Ritratto di musico’, ‘La scapiliata’.

Infinite, e non solo quattro, sarebbero potute essere le opere sui francobolli, ma è proprio il caso di dire che, … anche L’occhio ha avuto la sua parte!

Le Ninfe dei Laghi hanno gli occhi verdi

E’ sicuramente risaputo che la quantità di melanina, unita all’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), determina il colore della pelle. La melanina è però anche responsabile del colore dei capelli e degli occhi.

Quindi, più è elevata la quantità di melanina più sarà scuro il colore degli occhi.

La concentrazione di melanina è ereditaria, e si stabilizza generalmente intorno al primo anno di vita: ed è per questo motivo che il colore degli occhi dei neonati appare subito più chiaro di quello che poi effettivamente sarà.

Il colore più diffuso al mondo, con più della metà della popolazione, è il marrone, mentre solamente due persone su cento hanno gli occhi verdi. Non crederanno a questa statistica gli abitanti di Irlanda, Scozia e Islanda, dove la concentrazioni di persone con gli occhi verdi è altissima, anche più dell’80 per cento.

Riguardo al colore verde degli occhi ci sono molte teorie e storie, alcune fantasiose e altre legate alle divinità greche, o a leggende orientali.

Le Ninfe dei Laghi, per esempio, sarebbero divinità femminili molto legate alla natura, con affascinanti e attraenti occhi verdi, dalle quali discenderebbero tutte le persone con gli occhi di tale colore.

Molte sono anche le ricerche effettuate da scienziati ed esperti universitari, che nel tempo hanno cercato di definire una relazione tra il colore degli occhi (specchi dell’anima) e le caratteristiche della personalità.

Le persone con gli occhi verdi, per esempio, risulterebbero affascinanti, dolci e misteriose (un po’ come delle ninfe), ma anche persone con spiccata creatività e originalità, miti, generose e altruiste, ma a volte anche imprevedibili.

Insomma, state attenti (voi uomini) se incontrate una donna dagli occhi verdi … potreste innamorarvi come accadde nella canzone “Gli occhi verdi dell’amore” del lontano 1968, o nella più recente “Gli occhi verdi di tua madre” del 1976.

Sula Bassana ha occhi di falco

Nel 1964 nasce un supereroe dei fumetti chiamato Occhio di Falco, un arciere dalla mira infallibile che farà poi parte anche dei Vendicatori guidati da Capitan America.

E’ quindi esplicito il riferimento al rapace dalla vista acutissima che è in grado di individuare la preda dall’alto, a grande distanza, prima di avventarsi in picchiata veloce come una freccia.

Il nome Occhio di Falco è stato anche adottato (in lingua inglese Hawk-Eye) per un sistema di moviola, più che altro per il tennis, per la riproduzione della traiettorie della pallina: secondo il principio della triangolazione usando immagini registrate da almeno quattro telecamere poste in diversi angoli del campo di gioco.

In cristalloterapia, invece, l’Occhio di Falco è una pietra utilizzata, tra le altre proprietà olistiche spirituali, per migliorare la circolazione, i movimenti intestinali, l’uso coordinato di gambe e braccia, e naturalmente la vista.

Tornando alla Sula Bassana, si tratta di un grande uccello marino presente più che altro nell’Atlantico del nord, come sull’isola di Bonaventure (in Canada) e sulle isole di Boreray e Bass Rock (in Gran Bretagna). Alla ricerca di cibo, pare che la sula bassana sia capace di riconoscere un peschereccio già da undici chilometri di distanza.

Insomma, sia il falco che la sula bassana aguzzano la vista per lo più per la ricerca del cibo per la sopravvivenza ….. un po’ come del resto fa anche l’uomo quando deve leggere le minuscole note sulle etichette dei prodotti confezionati.

Dopo i 40 anni è naturale diventare presbite

In natura esiste una scimmia denominata Presbite, e una delle principali  caratteristiche è quella di avere dei ciuffi di peli bianchi. Alcuni possono avere la testa bianca e altri la barba bianca, dimostrando quindi un aspetto da vecchio.

Forse è proprio per tale aspetto che questo genere di scimmie è stata chiamata in questo modo, infatti il termine Presbite deriva dal greco e significa “vecchio”.

Un particolare sottogenere di queste scimmie è il cosiddetto “presbite dagli occhiali” (Trachypithecus obscurus), sul quale spiccano due cerchi di colore chiaro attorno agli occhi, tanto da sembrare che indossi degli occhiali.

Curiosità a parte, il significato che tutti conoscono del termine presbite è quello relativo a chi ha la vista da “vecchio”, ossia che vede distintamente le cose lontane e confusamente le vicine. Si tratta di una condizione assolutamente naturale legata all’invecchiamento dell’occhio che insorge per lo più tra i 40 ed i 50 anni.

Non si tratta quindi di una condizione che debba creare preoccupazione. Al momento non pare esistere alcuna prevenzione per evitare questo naturale processo, ma esiste sicuramente il modo per correggere facilmente questo difetto visivo per mezzo di opportuni occhiali.

Quindi, se dopo i 40 anni ci si ritrova al ristorante a leggere il menù con le braccia tese ad invadere lo spazio della persona seduta di fronte, allora una visita di controllo dagli specialisti della vista è sicuramente il primo passo da effettuare.

Le pupille si dilatano quando sei innamorato

La pupilla è la parte centrale dell’occhio e il nome deriva etimologicamente da “bambolina” (pupa).

Il processo per cui una pupilla si dilata si chiama midriasi. Il processo inverso si chiama miosi ed è quindi relativo al restringimento della pupilla.

Questi effetti sono assolutamente naturali soprattutto in risposta al grado di luminosità dell’ambiente circostante: con la luce soffusa la pupilla di dilata, mentre si restringe in presenza di molta luce.

Il meccanismo non è controllabile se non con sostanze chimiche: per esempio sotto effetto di droghe la pupilla si dilata indipendentemente dall’intensità della luce circostante.

La curiosità più interessante è però quella che lega la dimensione della pupilla alle emozioni, e non per niente si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Le emozioni quali la paura, l’innamoramento, l’attrazione, l’eccitazione sessuale e la rabbia sono alcuni fattori che intervengono nel regolare la dimensione della pupilla, come anche dire le bugie o fare uno sforzo mentale. Tutti argomenti tanto studiati in campo psicologico e che possono aiutare a valutare chi si ha di fronte.

Da non sottovalutare infine l’effetto specchio secondo il quale la pupilla reagisce alla vista di un’altra pupilla: caratteristica che gli uomini del marketing conoscono bene, sapendo quanto sia influente un’immagine di una bella donna con le pupille dilatate. Allo stesso modo, anche le bambole e i fumetti giapponesi attirano tanto anche grazie ad enormi occhi con grandi pupille.