Ottobre sta finendo

Scorre velocemente Ottobre, il mese della prevenzione della vista, ma cosa faremo poi dopo il 31 ottobre?

Una volta archiviato anche Halloween, la festa in maschera, e mascherina, quando si porteranno bambine e bambini in costume (ma non più da bagno) di porta in porta per reclamare un dolcetto confezionato e sanificato, ….. cosa faremo per prevenire problemi alla vista e in generale a tutti gli organi del nostro corpo?

Se non ci vediamo bene, e ce ne accorgiamo di sicuro (anche perché è una situazione “sotto i nostri occhi”), allora andiamo di corsa dall’ottico e dall’oculista per cercare di risolvere il problema.

E questo è un comportamento che sostanzialmente si adotta (anche se non proprio tutti) per qualunque problematica del nostro corpo: solo quando il sintomo è evidente e non riusciamo più a far finta di niente, ecco che cerchiamo di porvi rimedio.

C’è però un detto che recita: meglio prevenire che curare.

E’ ovvio che è impensabile cercare di prevenire proprio tutto, ma sicuramente è possibile innalzare apposite barriere per limitare il più possibile eventuali danni, e una barriera molto importante è quella costituita dal proprio sistema immunitario.

Aver cura del proprio sistema immunitario è sicuramente molto importante, non solo per gli occhi ma per qualsiasi organo e parte del corpo. Sono innumerevoli le modalità che permettono di rafforzarlo, e ognuno di noi ha sicuramente il suo modo preferito. Si può rafforzare con il cibo, con i comportamenti, con le abitudini, con l’attività fisica, con i sentimenti e con le emozioni, e così via.

Per esempio, sono molte le rilevanze da studi scientifici che attribuiscono all’abbraccio la capacità di migliorare il sistema immunitario. Esiste anche la Giornata Internazionale degli Abbracci Gratis (Free Hugs) a fine giugno, anche se non sarebbe mai il momento di smettere di farlo.

Buona prevenzione …. e … occhio al sistema immunitario!

Ottobre 2021 è il mese della Vista

I centri ottici associati a Federottica aprono le porte per un controllo gratuito della vista.

Lo slogan della campagna di quest’anno è “GUARDA DOVE VAI! SEI SICURO DI VEDERCI BENE?”, per sensibilizzare il pubblico a porre attenzione alla salvaguardia del proprio benessere visivo.

Si stima che il 66% degli italiani ha difetti di vista e non ne è consapevole, e che il 20% di chi ha già occhiali o lenti, in realtà indossa una correzione visiva che non è più adeguata alle proprie necessità.

Ecco che diventa veramente importante prestare attenzione alla propria vista e andare periodicamente a fare una regolare visita specialistica, al fine di correggere in tempo eventuali difetti e preservare la vista a lungo con le opportune cure.

Gli ottici optometristi offrono la loro competenza tecnica specializzata per effettuare l’analisi accurata della efficienza visiva e per consigliare le specifiche lenti personalizzabili a seconda delle differenti esigenze visive.

Vieni a trovarci o contattaci per tutte le informazioni relative all’iniziativa.

Buona prevenzione!

Non c’è peggior miope di chi non vuol vedere

Etimologicamente (dal greco), la miopia è il chiudersi dell’occhio.

E’ ovvio che se si chiudono completamente gli occhi non si vede più nulla, ma la particolare espressione degli occhi che si socchiudono (sguardo da miope) aiuta in realtà a mettere maggiormente a fuoco gli oggetti lontani.

Ciò che avviene nell’occhio del miope è che l’immagine lontana non viene focalizzata esattamente sulla retina, ma davanti ad essa all’interno del bulbo oculare, per cui il compito della lente graduata (per i differenti livelli di miopia) è quello di riportare correttamente l’immagine sulla retina al fine di vederla chiaramente a fuoco.

Il termine miope, come spesso accade, assume anche un altro significato per indicare la scarsa capacità di vedere (o meglio, considerare) le cose con lungimiranza: aspetti e conseguenze lontane nel tempo per i loro possibili effetti e sviluppi futuri. Chi manca di perspicacia, di lungimiranza, di mancata visione delle conseguenze è quindi definito miope riguardo lo specifico argomento: una dirigenza miope, una politica miope, eccetera.

A simboleggiare un uomo miope, anche in senso lato, che non vede oltre il proprio naso ci pensò John Hubley, che nel 1949 ideò una serie animata con il protagonista Mr. Magoo: Quincy Magoo, un ricco anziano, basso, calvo e miope come una talpa, che con il suo fedele cane McBarker si avventura con noncuranza in situazioni pericolose riuscendo comunque sempre a farla franca con una buona dose di fortuna.

Mr. Magoo, un uomo che non vede veramente, ma che non si rende conto che tutto quello che crede di vedere non corrisponde alla realtà.

Di tutt’altra pasta è colui che, secondo un proverbio della saggezza popolare, pur sentendo/vedendo molto bene sceglie volutamente di non sentire/vedere, e lo fa con tale ostinazione e convinzione da risultare il peggiore di tutti.

In ogni caso, è meglio vederci chiaro!

Quattrocchi spara pidocchi

Non è mai stato molto chiaro il significato di questa frase. Era però chiaro (e prendo ad esempio gli anni ’70 – ’80) che questa frase riecheggiava come un insulto, una presa in giro.

A  volte veniva persino recitata ripetutamente come una cantilena, e spesso anche in coro (forse perché erano i mitici anni ’70 – ’80 e tutti volevano dare il proprio contributo artistico musicale dell’epoca).

La vittima, diciamo così, era (e forse lo è ancora) un* timid* ragazzin* che suo malgrado si presentava a scuola (elementari e medie, soprattutto) indossando un paio di occhiali.

Non erano necessariamente degli occhiali da vista, e molto spesso si trattava solo dei fantomatici “occhiali da riposo”.

E’ veramente curioso come all’epoca un* ragazzin* di quell’età avesse così tanto bisogno di riposare gli occhi.

E pensare che in quegli anni non c’erano neanche i computer, smartphone, tablet, e la TV si guardava solo poco tempo nel pomeriggio, e solo se non c’erano altre alternative. …. da cosa ci si doveva riposare?

Fossero stati neri, da sole, allora avrebbero permesso di riposare veramente, nascondendo gli occhi e lasciandoli dormire indisturbati sul banco di scuola.

Inoltre, questi occhiali non fornivano comunque una supervista, e neanche la possibilità di fare gli zoom …. questo sì che avrebbe aiutato a scovare meglio i pidocchi in testa al fine di sparargli mirando bene ed evitando di colpire la testa stessa!

Oppure, il pidocchio in questione forse non era il parassita del capo, ma magari poteva essere una persona avara e spilorcia, e quindi pidocchiosa nello spendere e donare.

Insomma, questa frase rimane un mistero, ma soprattutto, che fossero parassiti o avari oggi non dovrebbe più importare … anzi, bisognerebbe proprio vietare la violenza contro i pidocchi, e le frasi istigatrici contro la loro esistenza anche se pronunciate con scherzosa innocenza.

Quattrocchi belli e gnocchi!

… non solo Iride

Iride, dal greco Iris, significa arcobaleno.

I sette colori dell’arcobaleno, e quindi dell’iride, sono rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.

E combinazione, la parte colorata dall’occhio, e quindi il cerchio intorno alla pupilla, si chiama Iride.

E’ questa la parte dell’occhio che svela all’iridologo il nostro stato di salute, come se si scrutasse attentamente quello che ha da raccontare lo specchio dell’anima. L’iridologia è un metodo di diagnosi che, per mezzo dell’esame dell’iride dell’occhio, consente di identificare la presenza di malattie basandosi sulla teoria per cui l’iride rappresenta una mappa completa del corpo umano. Ecco quindi che in base alla trama dell’iride, al suo colore, e ad eventuali macchie in determinate posizioni, si possono identificare parti del corpo in sofferenza.

Ma non solo! Iride, o Iris, è un personaggio della mitologia greca. Una divinità che aveva il compito di messaggera: grazie a grandi ali d’oro volava rapidamente per portare, ad altre divinità, gli ordini di Zeus.

Ma non solo! L’iris è anche un genere di piante della famiglia delle Iridaceae, comunemente note come giaggioli. Un fiore che è diventato il simbolo di uno speciale rituale di origine buddista, il Wesak, che si celebra nella notte del plenilunio nella costellazione del Toro. In questa ricorrenza, ogni anno, il Buddha torna sulla Terra per portare la sua benedizione e sostenere l’uomo nella sua evoluzione spirituale. La leggenda narra che proprio per questa occasione sboccino gli Iris.

E dulcis in fundo! … è proprio il caso di dirlo! …  Le iris, sono una sorta di frittelle ripiene, tipiche della pasticceria siciliana. Si tratta di una pasta dolce lievitata e fritta: una sorta di bombolone che racchiude un ripieno che può accontentare tutti i gusti. Le più classiche sono quelle ripiene di crema alla ricotta e con le scaglie di cioccolato, ma esistono svariate versioni, farcite con diversi tipi di creme. Le Iris sono rappresentativi del cibo di strada della cucina palermitana, molto apprezzate, gustate passeggiando, a tutte le ore, ma rigorosamente calde.