Gli occhi si possono muovere rapidamente

In medicina si chiama nistagmo optocinetico, ed è un riflesso oculare normale evocato in risposta allo spostamento della scena visiva, e serve ad agganciare e mantenere un’immagine in movimento stabile sulla retina. È un nistagmo involontario a scosse, in cui la fase lenta segue lo stimolo in movimento e, perso quest’ultimo, subentra la fase rapida che riporta il bulbo nella posizione iniziale. Questo comportamento è frequente, per esempio, quando si guarda fuori dal finestrino di un veicolo in corsa.

Un simile movimento degli occhi avviene anche in una determinata fase del sonno che viene indicata con l’acronimo REM “Rapid Eye Movement” (movimento oculare rapido).

Il sonno è quel periodo di riposo caratterizzato da uno stato di incoscienza in cui avvengono anche sensibili modificazioni funzionali (diminuzione del metabolismo energetico, riduzione del tono muscolare, della frequenza del polso e del respiro, della pressione arteriosa, ecc.).

Durante il sonno si attraversano quindi varie fasi, cominciando con l’addormentamento, con il rallentamento dell’attività cerebrale, con una fase di sonno leggero e poi una di sonno profondo, con onde cerebrali molto lente ed ampie, una fase in cui l’organismo si rigenera, fino alla fase in cui compare il movimento oculare.

La fase REM è quindi quella fase del sonno in cui si entra nel mondo dei sogni (come è stato definito dagli studiosi poco più della metà del secolo scorso).

E’ proprio da questo significato che prende il nome anche un gruppo musicale dei mitici anni 80. I R.E.M. sono stati un gruppo statunitense, di rock alternativo, attivo dal 1980 al 2011: nella loro trentennale carriera hanno venduto più di 85 milioni di dischi.

La sigla REM è stata utilizzata, ahimè, anche di recente per indicare il reddito di emergenza. Il Reddito di Emergenza (REM d.l. 34) è una misura di sostegno economico istituita con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Ora però si vorrebbe uscire dall’emergenza in cui “tutti soffrono” (“Everybody Hurts” – R.E.M. 1993), per tornare a sognare, per essere anche un po’ “gente felice e lucente” (“Shiny Happy People” – R.E.M. 1991) e “sentirsi bene” anche se può sembrare che “è la fine del mondo per come lo conosciamo” (“It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) – R.E.M. 1987).

Sogni d’oro !!!

Gli occhi lacrimano

Da una poesia:

    Mi piace pensare a poche parole che formano una lacrima.

    A molti suoni che formano una lacrima.

    A colori vivaci che formano una lacrima.

    E un’altra lacrima.

Quando si ripete la stessa parola (in questo caso “lacrima”, ma è solo una combinazione) o le stesse parole o di egual significato alla fine di frasi o versi successivi, per rinforzare un concetto, si fa uso di una figura retorica che si chiama Epifora.

Combinazione, in oculistica, con il termine Epifora ci si riferisce alla lacrimazione per eccessiva secrezione o per ostacolato drenaggio attraverso il canale lacrimale. Combinazione!

La definizione medica tralascia però il fatto che si può lacrimare anche solo per il taglio di una cipolla, oppure quando si piange in risposta ad un’emozione legata non solo al dolore e alla tristezza, ma anche alla gioia e alla commozione.

E allora, può venire in mente la fine della canzone Rinascimento di Gianni Morandi che, combinazione, passando dallo smarrimento alla gioia termina proprio con una Epifora:

Finirà lo smarrimento 

sarà un rinascimento 

la speranza grande 

che ci fa vibrare 

fino in fondo 

sentiremo poi qualcosa dentro noi 

vivi più che mai 

un miracolo la fede 

la gioia di chi crede 

finalmente un nuovo mondo 

un nuovo mondo.

… e … asciugandoci le lacrime del 2020, proviamo a fare un sorriso al 2021!