Le orecchiette fanno bene agli occhietti

Ovviamente, con orecchiette non si vuol fare riferimento alle orecchie, bensì al tipico formato di pasta fresca a base di farina di grano duro rimacinata. 

Un simbolo gastronomico della regione Puglia. Le orecchiette hanno una forma rotonda e concava, dalla caratteristica superficie rugosa. Il tipico condimento è sicuramente quello con le cime di rapa, anche se i più carnivori potrebbero apprezzare maggiormente quello con broccoli e salsiccia.

Sono tradizionalmente lavorate a mano e a punta di coltello. Ogni brava massaia pugliese custodisce gelosamente il proprio coltello, frutto di un’accurata ricerca e collaudo, che ben si sposa con la propria manualità per la perfetta realizzazione di ogni singola orecchietta.

Ovviamente, le orecchiette di per sé non darebbero, da sole, un gran aiuto ai nostri occhi (e neanche alle orecchie, a dir la verità), ma con un adeguato condimento si possono rendere un po’ benefiche agli occhi, anche se di per se sarebbero già gradevoli alla vista.

I broccoli, per esempio, contengono beta-carotene, che viene convertito nel nostro corpo in vitamina A, la vitamina utile per la salute oculare. Il broccolo è  anche ricco di vitamina C, molto concentrata nei fluidi oculari, dove agisce come antiossidante per proteggere gli occhi dai danni indotti dalla luce. I broccoli sono inoltre una buona fonte di luteina (sostanza che viene immagazzinata nella retina), importante per ridurre il rischio di degenerazione maculare e della cataratta.

Anche le mandorle, come la frutta secca in generale, aiutano a prevenire la degenerazione maculare senile e la cataratta, grazie alla loro vitamina E.

Infine anche il pesce (in questo caso prendiamo in considerazione le acciughe) ricco di Omega 3, diventa fondamentale per la vista.

Ovviamente, la scelta degli ingredienti non è affatto casuale, ma atta a descrivere un gustoso condimento per le orecchiette.

In una padella si fa scaldare un po’ d’olio, si aggiunge poi uno spicchio d’aglio e dei filetti di acciughe tagliati a piccoli pezzetti, si uniscono i broccoli precedentemente bolliti o cotti al vapore, si aggiunge poco sale e del peperoncino (se gradito). Quando le orecchiette sono cotte, si versano nella padella e si mescolano bene per accogliere bene il condimento. Una volta nel piatto, si guarnisce con scaglie di mandorle tostate.

Buon appetito!

Non si vede bene solo con gli occhi

Il fenomeno della visione ha inizio quando la luce, a contatto con la retina, viene trasformata in impulso elettrico, quest’ultimo viaggia lungo le vie ottiche fino ad arrivare alla corteccia occipitale  del cervello dove viene convertito in punti immagine.

L’immagine che si forma sulla retina non è quindi l’immagine che si “vede”. L’immagine sulla retina è rimpicciolita, i lati sono invertiti e gli oggetti sotto sopra. È poi solo il cervello che “pensa” a rimettere tutto al posto ed a capovolgere nuovamente gli oggetti, nel modo in cui diciamo di vederli.

Che il fenomeno della vista non sia solo appannaggio degli occhi lo si può ben immaginare, proprio perché possiamo “immaginare” e “visualizzare” qualunque cosa anche ad occhi chiusi.

Lo sanno bene coloro che utilizzano la visualizzazione negli esercizi di meditazione, in quanto è una tecnica molto quotata per ridurre l’ansia, ed è uno strumento usato per raggiungere uno stato di totale rilassamento grazie alla riduzione dell’eccitazione e dell’attività fisiologica dell’organismo.

Esiste persino una teoria riguardante la Visualizzazione Creativa: una tecnica che consiste nell’immaginare (visualizzare) delle cose o delle situazioni nella propria mente al fine di provocarne la materializzazione e l’accadimento nella realtà.

Un’altra situazione in cui si vede ad occhi chiusi è poi quella dei sogni: e a volte si vede talmente bene da confonderli con la realtà, anche se è tutta una sensazione della mente.

Insomma, alla fine verrebbe da dire che si vede solo con il cervello, anche se forse aveva ragione “Il Piccolo Principe”, libro capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, dove si legge: “È molto semplice: si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Buona immaginazione!

Gli occhi si possono muovere rapidamente

In medicina si chiama nistagmo optocinetico, ed è un riflesso oculare normale evocato in risposta allo spostamento della scena visiva, e serve ad agganciare e mantenere un’immagine in movimento stabile sulla retina. È un nistagmo involontario a scosse, in cui la fase lenta segue lo stimolo in movimento e, perso quest’ultimo, subentra la fase rapida che riporta il bulbo nella posizione iniziale. Questo comportamento è frequente, per esempio, quando si guarda fuori dal finestrino di un veicolo in corsa.

Un simile movimento degli occhi avviene anche in una determinata fase del sonno che viene indicata con l’acronimo REM “Rapid Eye Movement” (movimento oculare rapido).

Il sonno è quel periodo di riposo caratterizzato da uno stato di incoscienza in cui avvengono anche sensibili modificazioni funzionali (diminuzione del metabolismo energetico, riduzione del tono muscolare, della frequenza del polso e del respiro, della pressione arteriosa, ecc.).

Durante il sonno si attraversano quindi varie fasi, cominciando con l’addormentamento, con il rallentamento dell’attività cerebrale, con una fase di sonno leggero e poi una di sonno profondo, con onde cerebrali molto lente ed ampie, una fase in cui l’organismo si rigenera, fino alla fase in cui compare il movimento oculare.

La fase REM è quindi quella fase del sonno in cui si entra nel mondo dei sogni (come è stato definito dagli studiosi poco più della metà del secolo scorso).

E’ proprio da questo significato che prende il nome anche un gruppo musicale dei mitici anni 80. I R.E.M. sono stati un gruppo statunitense, di rock alternativo, attivo dal 1980 al 2011: nella loro trentennale carriera hanno venduto più di 85 milioni di dischi.

La sigla REM è stata utilizzata, ahimè, anche di recente per indicare il reddito di emergenza. Il Reddito di Emergenza (REM d.l. 34) è una misura di sostegno economico istituita con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Ora però si vorrebbe uscire dall’emergenza in cui “tutti soffrono” (“Everybody Hurts” – R.E.M. 1993), per tornare a sognare, per essere anche un po’ “gente felice e lucente” (“Shiny Happy People” – R.E.M. 1991) e “sentirsi bene” anche se può sembrare che “è la fine del mondo per come lo conosciamo” (“It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) – R.E.M. 1987).

Sogni d’oro !!!

Gli occhi lacrimano

Da una poesia:

    Mi piace pensare a poche parole che formano una lacrima.

    A molti suoni che formano una lacrima.

    A colori vivaci che formano una lacrima.

    E un’altra lacrima.

Quando si ripete la stessa parola (in questo caso “lacrima”, ma è solo una combinazione) o le stesse parole o di egual significato alla fine di frasi o versi successivi, per rinforzare un concetto, si fa uso di una figura retorica che si chiama Epifora.

Combinazione, in oculistica, con il termine Epifora ci si riferisce alla lacrimazione per eccessiva secrezione o per ostacolato drenaggio attraverso il canale lacrimale. Combinazione!

La definizione medica tralascia però il fatto che si può lacrimare anche solo per il taglio di una cipolla, oppure quando si piange in risposta ad un’emozione legata non solo al dolore e alla tristezza, ma anche alla gioia e alla commozione.

E allora, può venire in mente la fine della canzone Rinascimento di Gianni Morandi che, combinazione, passando dallo smarrimento alla gioia termina proprio con una Epifora:

Finirà lo smarrimento 

sarà un rinascimento 

la speranza grande 

che ci fa vibrare 

fino in fondo 

sentiremo poi qualcosa dentro noi 

vivi più che mai 

un miracolo la fede 

la gioia di chi crede 

finalmente un nuovo mondo 

un nuovo mondo.

… e … asciugandoci le lacrime del 2020, proviamo a fare un sorriso al 2021!

Il 13 dicembre è Santa Lucia

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, ed è considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che soffrono di problemi legati a quest’ultima.

Santa Lucia è nata e morta a Siracusa, ma il suo corpo non si trova a Siracusa. Il suo corpo venne sepolto nella sua terra di origine, ma nel 1204 i Veneziani sbarcati a Siracusa si impossessarono delle reliquie. Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia.

Il suo nome Lucia deriva dal latino Lux che significa Luce, e per questo la Santa è invocata come protettrice degli occhi ed è tradizionalmente rappresentata con in mano un piattino dove sarebbero riposti i suoi stessi occhi.

Secondo una leggenda, Lucia decise di strapparsi gli occhi, considerati fonte di peccato perché avevano fatto innamorare il suo promesso sposo. Il Signore però le restituì due occhi ancora più belli.

Si narra anche che durante le torture, per il fatto che Lucia si dichiarò cristiana durante la persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano, a Lucia furono strappati gli occhi e per questo lei divenne protettrice della vista.

Un detto popolare recita “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” o anche che “la notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia“. Questo però era vero solo prima del calendario Gregoriano, mentre in realtà il giorno più corto dell’anno è quello del solstizio d’inverno che quest’anno sarà il 21 dicembre (lo scorso anno fu il 22 dicembre).

Ogni anno, intorno al 13 Dicembre, l’asteroide 3200 Phaethon provoca uno sciame meteorico attraversa la nostra atmosfera. I meteoriti si chiamano Geminidi, ma sono conosciuti anche come “Stelle di Santa Lucia”.

Insomma, queste stelle cadenti invernali sono una buona occasione per esprimere un bel desiderio!!!