Dopo i 40 anni è naturale diventare presbite

In natura esiste una scimmia denominata Presbite, e una delle principali  caratteristiche è quella di avere dei ciuffi di peli bianchi. Alcuni possono avere la testa bianca e altri la barba bianca, dimostrando quindi un aspetto da vecchio.

Forse è proprio per tale aspetto che questo genere di scimmie è stata chiamata in questo modo, infatti il termine Presbite deriva dal greco e significa “vecchio”.

Un particolare sottogenere di queste scimmie è il cosiddetto “presbite dagli occhiali” (Trachypithecus obscurus), sul quale spiccano due cerchi di colore chiaro attorno agli occhi, tanto da sembrare che indossi degli occhiali.

Curiosità a parte, il significato che tutti conoscono del termine presbite è quello relativo a chi ha la vista da “vecchio”, ossia che vede distintamente le cose lontane e confusamente le vicine. Si tratta di una condizione assolutamente naturale legata all’invecchiamento dell’occhio che insorge per lo più tra i 40 ed i 50 anni.

Non si tratta quindi di una condizione che debba creare preoccupazione. Al momento non pare esistere alcuna prevenzione per evitare questo naturale processo, ma esiste sicuramente il modo per correggere facilmente questo difetto visivo per mezzo di opportuni occhiali.

Quindi, se dopo i 40 anni ci si ritrova al ristorante a leggere il menù con le braccia tese ad invadere lo spazio della persona seduta di fronte, allora una visita di controllo dagli specialisti della vista è sicuramente il primo passo da effettuare.

Le pupille si dilatano quando sei innamorato

La pupilla è la parte centrale dell’occhio e il nome deriva etimologicamente da “bambolina” (pupa).

Il processo per cui una pupilla si dilata si chiama midriasi. Il processo inverso si chiama miosi ed è quindi relativo al restringimento della pupilla.

Questi effetti sono assolutamente naturali soprattutto in risposta al grado di luminosità dell’ambiente circostante: con la luce soffusa la pupilla di dilata, mentre si restringe in presenza di molta luce.

Il meccanismo non è controllabile se non con sostanze chimiche: per esempio sotto effetto di droghe la pupilla si dilata indipendentemente dall’intensità della luce circostante.

La curiosità più interessante è però quella che lega la dimensione della pupilla alle emozioni, e non per niente si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Le emozioni quali la paura, l’innamoramento, l’attrazione, l’eccitazione sessuale e la rabbia sono alcuni fattori che intervengono nel regolare la dimensione della pupilla, come anche dire le bugie o fare uno sforzo mentale. Tutti argomenti tanto studiati in campo psicologico e che possono aiutare a valutare chi si ha di fronte.

Da non sottovalutare infine l’effetto specchio secondo il quale la pupilla reagisce alla vista di un’altra pupilla: caratteristica che gli uomini del marketing conoscono bene, sapendo quanto sia influente un’immagine di una bella donna con le pupille dilatate. Allo stesso modo, anche le bambole e i fumetti giapponesi attirano tanto anche grazie ad enormi occhi con grandi pupille.